Siracusa, 25 novembre 2025: La Legge Regionale 3/2012 contro la violenza sulle donne, la cosiddetta Legge Vinciullo, approvata il 21 dicembre 2011 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 13 gennaio 2012, continua a non trovare completa applicazione in Sicilia. Lo denuncia l’On. Vincenzo Vinciullo.
La Legge, sicuramente nuova ed originale rispetto alle altre, si rivolge non solo alle donne vittime di violenza, ma anche ai loro figli minori e diversamente abili a prescindere dall’età e ha come obiettivo la tutela dell’intero nucleo familiare sottoposto a violenza, soprattutto domestica.
Fra i vari articoli, oltre al 1° che indica le finalità per cui la legge è stata approvata, merita particolare attenzione l’Art. 4 – Iniziative di prevenzione e di informazione perché la legge intende favorire l’attivazione di “progetti finalizzati alla realizzazione di iniziative di prevenzione contro la violenza di genere e alla promozione, in particolare nelle scuole e nelle famiglie, dell’educazione al rispetto nella relazione fra i sessi, al rispetto dell’identità sessuale, religiosa e culturale, alla non violenza come metodo di convivenza civile”.
Ma, quante scuole sono state messe dalla Regione Siciliana e in particolare dall’Assessorato dell’Istruzione nelle condizioni di rendere operativa la legge?
Quante Istituzioni scolastiche hanno potuto chiedere alla Regione i fondi per realizzare iniziative di prevenzione contro la violenza di genere?
Quanti Enti locali hanno potuto presentare iniziative finalizzate alla prevenzione contro la violenza di genere ed alla tutela dei minori e dei diversamente abili a prescindere dall’età?
Ed allora, ha continuato l’On. Vinciullo, smettiamola di parlare, cerchiamo di essere più concreti, dalle scuole materne in poi educhiamo i nostri figli al rispetto nella relazione dei sessi e al rispetto dell’identità sessuale di ogni bambina e bambino, di ogni ragazza e ragazzo, di ogni adolescente.
La violenza di genere, il mancato rispetto per i minori e per i diversamente abili appartenenti ad un nucleo familiare dove la violenza domina il rapporto tra i genitori, si combatte nelle aule scolastiche, così come è stato fatto, in modo positivo, creando una coscienza contro il fenomeno mafioso, insegniamo ai nostri alunni ad avere rispetto degli altri, a prescindere dal genere e dall’orientamento sessuale.
La scuola può e deve essere pronta ad accettare questa sfida e a vincerla, ma la Regione e l’Assessorato dell’Istruzione devono mettere le Istituzioni scolastiche nelle condizioni di poter operare in maniera fattiva e positiva, stanziando le risorse necessarie per poter portare avanti i progetti necessari a creare una coscienza rispettosa dei generi.
Vincenzo Vinciullo
Presentatore e relatore
del Disegno di Legge contro la
Violenza di genere in Sicilia